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venerdì 1 febbraio 2019

Si può scrivere un romanzo in un mese? (forse) sì

Riprendo il commento che ho lasciato su pennablu.it relativo alla domanda in questione.

"Domanda interessante. Credo che si possa scrivere un romanzo in breve tempo, anche se non ho mai realmente fatto i calcoli - potrebbe essere un poco più di un mese - ma non troppo infine. Come fare? L'idea è tutto sommato abbastanza semplice. Si imita quello che in matematica si fa quando si vogliono costruire copie isomorfe di una stessa struttura. Qui la struttura ovviamente è il modello del testo, scomponibile in unità irriducibili con una propria sintassi e semantica (le scene,i personaggi ecc.).
La maggior parte del tempo è speso nell'analisi del modello. Poi si incolla un plot qualsiasi seguendo paragrafo per paragrafo il modello del testo. La coerenza testuale si aggiusta come si aggiusterebbe la coerenza di una teoria non contraddittoria, ovvero esaminando le varie estensioni che si generano paragrafo per paragrafo. Se si utilizza un saggio breve si può risparmiare tempo. Ma anche un romanzo breve come la signorina else o una sceneggiatura (ma perché lo chiamano romanzo?) come uomini e topi va bene. I paragrafi sono convertiti frase per frase. Ad ogni conversione si controllo la coerenza semantica riferita all'analisi strutturale del testo. Chiaro il concetto? Se non ti convince puoi sempre provare di persona, magari con una piccola storia. Se conosci un po' di teoria dei gruppi puoi considerare due gruppi tra loro isomorfi:cambia l'abito ma non la sostanza. Ma tanto basta per la pubblicazione. (volendo teoricamente e' possibile effettuare la conversione testuale anche più rapidamente prendendo due testi distinti, uno come sorgente e uno come destinazione ed applicare lo stesso metodo).Che cosa si ottiene infine? Quello che si chiama "un testo costruito a tavolino" . A presto :)"

venerdì 25 gennaio 2019

A proposito di editing

Editing nel mondo dell'editoria significa "revisione del testo" e non semplicemente "correzione morfosintattica delle bozze". Ho scartabellato alcuni siti di editors freelance e non. Ecco i risultati.

"[...] L’editor “puro” non si occupa solo di redazione ma anche di acquisizione. Il suo compito principale è quello di “intercettare” i testi validi che da una parte o dall’altra gravitano nella sua orbita, e proporli al comitato editoriale per la pubblicazione. Nel momento in cui la proposta viene accettata, lui diventa una sorta di “tutore” dell’opera e ne segue la crescita in casa editrice dalla prima bozza fino al battesimo in libreria. Il suo non è un lavoro di manovalanza, come quello del redattore che si occupa della correzione, ma è un lavoro di comprensione e organizzazione. L’editor, operando in confronto continuo con l’autore, contribuisce al miglioramento del testo in termini di progetto narrativo, coerenza strutturale, efficacia dell’intreccio e forza dei personaggi. Anche lo scrittore più abile, infatti, non può avere il distacco necessario a intervenire con lucidità su quello che ha scritto. L’editor sarà per lui un preziosissimo occhio esterno.[...]"

Una delle solite interviste ad un editor per sapere cosa è e cosa fa. Estratto da https://pennablu.it/intervista-editor/.
E secondo quali criteri l'opera sarebbe accettata? Non è dato (quasi) mai sapere. In verità per vendersi gli editor freelance ripropongono in varie salse il solito predicozzo del distacco necessario. Ma se uno scrittore tiene davvero alla propria opera il distacco necessario è assicurato. Uno fra tutti? Proust. Ma qualcuno ha pure scritto che se egli avesse avuto un editor avrebbe forse migliorato la sua opera. Davvero? Si vede che non conosce Proust. Ma sorvoliamo.
 Ora viene il bello, sempre la medesima sorgente.

"[...] Può cambiare da un minimo di zero a un massimo di più infinito. Dipende dalla qualità di partenza del testo e dalle motivazioni che ne sono alla base. Quando si parla di qualità il discorso è più o meno chiaro. Il testo che verrà pubblicato deve essere linguisticamente corretto e accattivante. Molte volte un manoscritto non possiede queste caratteristiche a priori. E allora perché un editore ne acquisisce i diritti? Perché magari ritiene la storia molto avvincente. Non dimentichiamo che l’editore è un imprenditore. Non sempre può permettersi di pubblicare quello che gli piace, ma spesso deve fare i conti con ciò che gli viene richiesto dal mercato. Potrebbero fargli schifo i vampiri ma sentire lo stesso l’esigenza di cavalcare l’onda di Twilight. Compra la storia. Compra il fatto che riuscirà a vederla. Se poi la qualità stenta o va migliorata c’è sempre tempo per intervenire. Ovvio che esistono anche casi in cui l’intervento è minimo e si riduce alla ricerca dei refusi o di piccoli errori. Come esiste il caso opposto in cui un libro venga costruito a tavolino, partendo da un’idea, strutturando una cornice o l’intera trama, inserendo personaggi con più o meno spessore dove prima non c’erano. Spesso questi libri “ingegneristici” sono dei successi programmati, proprio perché si basano su un piano di lavoro preciso e vengono spinti molto a livello promozionale. D’altronde non si mette in moto un meccanismo del genere senza la certezza che porterà i suoi frutti."

Dopo aver letto l'ultimo periodo si dovrebbe riflettere. In breve, quale sarebbe il vantaggio di un editor a pagamento? Nessuno, visto che non v'è promessa di pubblicazione e soprattutto di successo. Sia ben chiaro, un best seller non è un capolavoro. Si sono pubblicati 60000 libri in un anno; la vita media di ogni volume è di pochi giorni, sia esso decente o indecente. E allora tutto questo cambiare da zero a infinito? In definitiva se un editor vuole prendersi cura del lavoro di uno scrittore non può che condividere eventualmente il frutto dei suoi guadagni. Ma prendersi centinaia di euro per trasformare materiale grezzo è una scelta infelice per entrambi i protagonisti.

Ora cambiamo partitura. Estratto da https://www.emanuelanavone.it/importanza-editing/

"[...]
Quando scriviamo, siamo presi da una foga quasi compulsiva (o almeno, io lo sono), e non prestiamo attenzione a quello che scriviamo né a come lo facciamo. È normale che il nostro libro non sarà perfetto alla prima stesura.
Per questo dobbiamo farne altre, che a poco a poco lo miglioreranno.
Rimuoveremo i buchi di sceneggiatura, le incoerenze, faremo una pulizia di ripetizioni e frasi ridondanti, e così via.
È ovvio che noi, come autori, avremo sempre una fettina di salame sugli occhi, per cui alcuni errori ci passeranno sotto lo sguardo senza che ce ne accorgiamo. Per questo il consiglio è di aspettare un po’ prima di passare alla seconda fase (l’editing) o di ricorrere a un esterno (editor, agenzia o beta reader), che con occhio disinteressato ci correggerà (o valuterà) il manoscritto.
Adesso ti svelo un segreto: sai che anche io, pur essendo un editor, ricorrerei a un editing esterno? Perché so che il mio intervento, per quanto massiccio potrà essere, non avrà mai quell’occhio disinteressato che serve per migliorare il manoscritto. [...]"

Buchi di sceneggiatura e incoerenze? Presente testi spazzatura tipo Melissa P. ? Ma chi legge certi testi davvero si cura di ripetizioni e ridondanze? Assolutamente no. E neppure ama i congiuntivi. Tutto al presente indicativo. 
E poi torna il solito predicozzo, questa volta declinato in stile carnivoro. La fettina di salame passa certo attraverso gli occhi - i miei - ma per transitare poi necessariamente attraverso il cavo orale. E non è la stanza orale dei cento colpi di spazzola, presente?
E ancora:

"[...]
Un libro migliore non sempre è leggibile. Ma che cosa intendiamo per libro leggibile?
Be’, lo dice la parola stessa: un libro che si fa leggere.
Mi preme fare ancora una distinzione:
  • Un libro che è facile da leggere.
  • Un libro che è bello da leggere.
È una differenza sottile nella teoria, ma non nella pratica.
Un libro facile da leggere è un libro che scorre, che è fluido. Non contiene ripetizioni, frasi pesanti o di difficile comprensione.
Non sempre un intervento di editing considera questi aspetti. Spesso ci si limita a uno sguardo di insieme, controllare trama, personaggi, dialoghi… non si entra nello specifico. Infatti molti editor e agenzie offrono il servizio di editing “spalmato” su più livelli: leggero, profondo, strutturale, affiancato, e così via.
Come autore, tu dovresti già sapere come intervenire sul tuo manoscritto. Ma è sempre meglio, come dire, prendere il pacchetto completo: un editing completo, totale.
Quindi non limitarti a un controllo superficiale ma entra sempre nello specifico. E come? Grazie all’editing, è ovvio!
La frase “un libro bello da leggere” non è neanche da spiegare. Hai presente i romanzi da page turner, che ti tengono incollati fino alla fine perché se non sai come va a finire mannaggia non dormi stanotte? Hai presto fiato? Ecco, un libro bello da leggere te lo toglie, il fiato.
I libri non sono tutti uguali, ci mancherebbe, ma ogni libro deve essere anche bello, godibile.
Non bastano una trama accattivante o personaggi memorabili, se poi la scrittura lascia a desiderare.[...]"

Qui ricorre il predicozzo della leggibilità. La facilità della lettura. Siamo tornati alle scuole elementari? Bambini ripetete con me: con-giun-ti-vi non con-giun-ti-vi-te (non ho controllato la sillabazione - pensateci voi). Problemi di vista? Forse il cervello. I libri non sono tutti uguali? Questo è certo. Quindi? Ma hai mai letto Gadda? Miller? E no, non conosco Page turner. Darò un'occhiata.
Voi leggitevi almeno dalla parte di swann. 
Trama accattivante e personaggi memorabili? Dal primo gennaio del nuovo millennio qualcuno saprebbe indicarmi un testo con tali caratteristiche? Sono tuttora alla ricerca. E gli anni novanta? Sapete, la milano da bere. Il recente premio nobel giapponese ishiguro? Ricordate il film quel che resta del giorno? Ebbene il film ha superato il romanzo. Potrei dimostrare la scandalosa architettura del testo. Potrei smontare i singoli pezzi e i relativi tagli e incolla semantici. Ma è sufficiente notare come il film sia complessivamente migliore. E che dire di non lasciarmi mai? Andiamo maluccio. Il film è appena passabile ed è tratto dal romanzo costruito a tavolino. Non mi credete? Leggete e guardate.

 Infine vi invito a leggere il dibattito qui https://www.oblique.it/images/formazione/dispense/editing_dibattito.pdf tra attacco e difesa.
Ma la difesa è di parte, smisuratamente priva di argomentazioni se non retoriche.

Alla fine ripeto il sugo di tutta la storia: la revisione da parte di terzi di un testo è senz'altro importante, a patto di non stravolgere il testo secondo i canoni del marketing editoriale. E a patto di non pagare se non un piccolo anticipo rispetto alle vendite future. Le vendite? Sì, proprio le vendite. Tu editor credi nel lavoro? Allora credici fino in fondo. Senza incassi prematuri. Il parto non sia cesareo. E sia.

Tornerò ancora sull'argomento editing. La ciliegina sulla torta amarognola? I corsi di scrittura creativa. E qui il neoliberismo capitalista ha (quasi) superato se stesso. Scrittori che non pubblicano insegnano a schiere di scrittori che non pubblicheranno mai. Che storia. Tant'è il coccige alla pietra, resta l'indulto di prometeo. E sia.

mercoledì 23 gennaio 2019

EVA ed io, la vita e tutto quanto il predurante resto



EVA, film spagnolo del 2011. L'ho guardato e lo riguardo ancora. Soprattutto il finale attraverso il quale mi identifico con l'infanzia distrutta dal nonsenso degenerativo dei grandi.
La storia del film è semplice. In un futuro non troppo lontano gli uomini convivono con macchine intelligenti capaci di svolgere funzioni complesse.
 I protagonisti sono due neuroscienziati cibernetici e progettisti-analisti programmatori. Due colossi informatici decidono di progettare il primo bambino androide intelligente. Il primo prototipo funzionale è una bambina, ma non supera i protocolli di sicurezza (inerenti l'intelligenza emotiva). I due progettisti stavano insieme, poi separati - lavorano per imprese tra loro concorrenti. La bambina inizialmente non viene distrutta, ma diviene la figlia di uno dei progettisti (la donna; piccolo invito al femminismo?) mentre il progetto relativo al bambino androide attende il software per il controllo emozionale che il protagonista maschile dovrà scrivere. Un incidente - metafora dell'incomprensione tra infanzia e mondo degli adulti?- degenererà nel triste finale. Di una cruenta,insensata,tragica degenerazione - un conflitto illogico - si tratta, invero.
E mi torna in mente un pomeriggio in biblioteca. Lettura di favole per bambini. Madri e figli. Nessun padre, naturalmente. Avrà avuto il suo quotidiano espletamento della quieta disperazione. Così ho iniziato a interrogare i bambini. Ho chiesto della scuola, della vita, dei sogni. C'era una madre, la figlia e altri due bambini. Ma mentre i bambini mostravano attenzione in merito alle possibilità che il mondo vissuto negava loro - la madre semplicemente non aveva interesse per una precipua narrazione - la madre non capiva. Italiano stentato il suo. Volete voi imparare a leggere rapidamente? La risposta è scontata. E subito il loro invito chiaro e piano: quando iniziamo? Quando tornerai?
Ecco, io vorrei poter comunicare così anche con i miei coetanei. Io vorrei che i dichiaranti la propria umanità matura fossero almeno consapevoli della propria indulgenza verso l'idiozia, la demenza ricorrente. L'inganno individualista.
Alle elementari studiavo anatomia su un testo universitario. Poi la matematica,la programmazione,la lettura,la scrittura. Volevo una trattazione rigorosa della grammatica. Avrei in seguito appreso che tale trattazione porta il nome di grammatica generativa. Frequento le biblioteche dall'età di undici anni. In prima media ho costruito una semantica per una lingua artificiale. Detestavo il mio docente di francese. Ma ero solo. Troppi insegnanti mediocri. Il mio amico ingegnere edile non dimentica d'ammonirmi in merito: i bambini ti fanno male. Perché poi quando crescono, mutano sensibilmente. Sono cresciuto ed accresciuta è la mia intelligenza,la mia esperienza. Forte empatia. Intelligenza emotiva. Dono o refuso genetico? Il flusso esperienziale sempre nutrito della medesima curiosità. Forse qualcosa è andato storto. Vivere così consuma troppa energia. E mi torna la voglia di resettare la vita come si resetta un cellulare. Sembra fin troppo semplice. Soluzioni? E sia.


giovedì 3 gennaio 2019

morte di un matematico napoletano (renato caccioppoli)


Estratto dal film "morte di un matematico napoletano" , biografia semiromanzata sopra gli ultimi giorni di vita di renato caccioppoli, morto suicida nel 1959. Come lo capisco.

"[...] il mondo delle verità fisiche come di quelle matematiche è chiuso come una sfera. Ogni nuova visione se è profonda è una fuga da questa specie di prigione.
Si possono avere delle resistenze a fuggire. Oppure non se ne può vedere proprio la ragione"

Ho sperimentato sulla mia pelle il significato del predicozzo. Soprattutto la questione delle resistenze e della cecità da esse indotta.
Il teorema che figura alla lavagna è spesso citato come "teorema dei due carabinieri" : una coincidenza? un reflusso inconscio? o forse una provocazione.

lunedì 24 dicembre 2018

It's life

Oggi primo giorno di vacanza. Ho bisogno di una vacanza. Volevo andare all'estero però i voli costano troppo. Avrei dovuto prenotare prima. Pazienza. Mi manca visitare il sud. Sono stato in Puglia, a dire il vero, a Triggiano, un piccolo paese in provincia di Bari. Ho fatto visita ad un amico conosciuto attravero la rete. Aveva all'epoca sedici anni e parlavamo un sacco al telefono (quello fisso). Mi mancano altre grandi e piccole città meridionali. Tutta la Puglia,La campania,la Sicilia e la Sardegna. Ma anche il centro italia. Ovunque si possa andare, magari ospite di qualcuno volenteroso. Ma già avrei un sacco di colleghi meridionali ben disposti. Devo conoscere nuove persone. Troppi amici ho perduto. Sono morti prematuramente o addirittura suicidi. Devo rigenerarmi, come dissi anni fa a Lucrezia. Vorrei parlare con Antonia Pozzi. O Rimbaud. O Renato Caccioppoli. Ma perché sono così lontani?

Lieve offerta
Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s'accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia –
Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d'esili ombre –
fino a una valle d'erboso silenzio,
al lago –
ove tinnisce per un fiato d'aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l'acqua non profonda –
Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco –
sulle oscure voragini
della terra.
5 dicembre 1934

venerdì 7 dicembre 2018

sprezzature prezzoliniane (dalla quinta parte del documentario inchiesta nascita di una dittatura, a cura di Sergio Zavoli - 1973)


Profetico Giuseppe Prezzolini a 10:13: "Questa qui è una domanda che mi fa un po' sorridere; mi ricorda quelle compagnie drammatiche italiane dove c'era un grande attore e una serie di cani intorno. E la difficoltà massima degli italiani è di lavorare in equipe, lavorare in compagnia. Quello che ho visto viceversa in america,in inghilterra, in altri paesi. E la più grande disgrazia dell'Italia è quella che gli italiani non sanno lavorare insieme, cioè a dire non sanno obbedire,non rispettano i loro capi,scherzano su tutto,credono tutti di essere capaci come il capo,questo è stato..quindi Mussolini si è dovuto circondare tante volte di persone di poco valore: di poco valore morale,di poco valore intellettuale. E questo anche l'ha fatto probabilmente perché aveva ragione di ritenere che appena uno emergesse gli avrebbe tolto il posto..un fenomeno anche questo molto italiano. "

Praticamente quello che succede oggi con i molti imitatori fascisti disseminati in giro per questo povero paese. Per non parlare poi degli stalinisti,neo nazisti,fanatici religiosi,violenti inclassificabili. Come è stato possibile tutto questo? La fine della guerra non ha apportato un cambio di mentalità. Le macerie non hanno insegnato granché. Spunti di riflessione per una discussione in classe. Ma a chi potrebbe interessare? La nuova dittatura è l'imbecillità unità all'ignoranza post moderna. Con o senza tecnologia, italiani schiavi. E niente libertà di stampa, ove la stampa sia in mano a grandi gruppi economici o politici. Restano i blog e i pertugi ululanti imprecazioni utopiche. Quando non blaterazioni impertinenti. E l'accosto fortuito che s'apprende. E sia.

giovedì 8 novembre 2018

cinquecentomila (e qualche riflessione)


Quattrocentosessantaduemilatrecentodue chilometri. Comprata usata sette anni fa. Immatricolata nel 1992, la mia opel astra modello F 1.4i con impianto a metano dimostra ancora un motore straordinario. Certo è stata eseguita nel tempo la necessaria manutenzione: guarnizione di testa,distribuizione,cavi e bobina,freni anteriori e posteriori e pure radiatore; ma i ricambi sono economici. Un kit frizione costa cento euro. L'ultima frizione ha fatto egregiamente il suo dovere.
Devo cambiare una piccola guarnizione (coperchio valvole; in sughero; ma perché?) dal costo irrisorio. Se disponessi di un'officina meccanica farei il lavoro personalmente. Mi piacerebbe lavorare come meccanico, ma purtroppo in questo incivile mercato del lavoro italiano non mi è possibile (pur avendone i requisiti). Come del resto non mi è possibile lavorare come barista, pur essendo cresciuto dentro un ristorante di pesce - sono pure un ottimo cuoco sperimentatore -  In effetti se non si è femmine è davvero difficile stare dietro un bancone (ma esistono s'intenda eccezioni; ma tali sono). Ricordo di aver risposto ad una offerta di lavoro per un ristorante romagnolo e di essermi ritrovato cacciato perché mancante di segnatura femminile (in barba alla legge sulla parità dei sessi nelle offerte di lavoro; ma era piuttosto un annuncio per una modella? Nossignori!) E invece in inghilterra - londra - avrei potuto lavorare in un pub già dal secondo giorno dal mio arrivo.
Non si progettano più auto come la mia; non esistono più possibilità di lavoro decente per i giovani o per chiunque abbia superato l'età di apprendistato, ovvero ventinove anni (eccezioni e raccomandazione a parte). Che disgusto. L'anno prossimo avrò forse totalizzato i cinquecentomila chilometri ufficiali. Qualcuno mi offrirà un caffè per festeggiare?

mercoledì 3 ottobre 2018

favole cinematografiche

"Ragion per la quale, stasera te ne raccontrerò una nuova. Una storia del nostro popolo e i miei giorni di battaglia. Così finalmente capirai perché la guerra non è mai auspicabile."

"Anni or sono, all'alba dei tempi,quando tutta la storia era ancora un sogno,
gli dèi governavano la terra. Zeus era il re. Zeus creò degli esseri sui quali gli dèi governavano. Esseri fatti a sua immagine. Giusti e buoni. Forti e impetuosi. Chiamò la sua creazione uomo. E il genere umano era buono. Ma il figlio di Zeus era invidioso del genere umano. E cercò di corrompere la creazione del padre. Costui era Ares, il dio della guerra. Ares avvelenò il cuore degli uomini con gelosia e sospetto, volgendoli l'uno contro l'altro. E la guerra devastò la terra.
Così gli dèi crearono noi, le amazzoni, per influenzare il cuore degli uomini con l'amore e riportare la pace sulla terra. E per un breve periodo, ci fu la pace.
Ma non durò a lungo. Tua madre, la regina delle amazzoni, guidò una rivoltà che ci liberò tutte dalla schiavitù. Quando Zeus guidò gli dèi in nostra difesa, Ares li uccise. Uno ad uno, finché solo lo stesso Zeus rimase. Zeus usò ciò che restava del suo potere per fermare Ares, scagliando un tale colpo che il dio della guerra fu costretto a ritirarsi. Ma Zeus sapeva che Ares un giorno sarebbe potuto tornare a finire la sua missione. Una guerra senza fine in cui il genere umano da ultimo avrebbe distrutto se stesso  e noi, con esso. Così Zeus ci lasciò un'arma. Un'arma abbastanza potente da uccidere un dio. Con il suo ultimo respiro Zeus creè quest'isola - temiscira - dove nasconderci dal mondo esterno. Un posto dove Ares non potesse trovarci. E da allora tutto fu quiete"

Come vorrei che Lucrezia, il mio amore più grande, la mia più grande realizzata tragedia vivente - tornasse per raccontarmi questa storia.
E alla fine un bacio, come solo lei.
Davvero quel che resta delle favole è prossimo alla morte del post moderno - seppur cinematografico - neo liberista?
Si faccia qualcosa, si scagli ora la prima pietra.

martedì 2 ottobre 2018

fantasie ribelli

Sul treno, di ritorno a casa.Viaggiare in treno con i tanti rumori imprecisi ma precipui per l'immaginario e il vissuto già in questo ricompreso.
Rotaie, scavalcamenti,diritture e anticipi e tarli del pensiero altrui. Ecco, precisamente uno di questi vi introduco.
Una ragazza, una lezione terminata. Ella sogna di andar lontano dalla propria dimora - ne sottolinea i principi non fraudolenti; ella s'immagina un lavoro proficuo capace di suggerire aperture e colmare i dazi dei più grandi. Il denaro. Un soliloquio con il ragazzo vicino. Ma ella non sa. Non avrà quello che sogna. Già è frantumato il sogno, vividi pezzi scagliati senza ch'ella possa risentirne dentro. Ma perché tutto questo?

mercoledì 26 settembre 2018

Themyscira e prudenza.

L'isola di "Themyscira" [secondo il mondo immaginario dei fumetti DC comics] (Temiscira) è, secondo il mito greco, la città delle amazzoni (nel film diviene un'isola).
"Sii prudente nel mondo degli uomini. Loro non ti meritano".
Parole sante. Nonostante tutto, non riesco a comunicare decentemente nel mondo dei grandi uomini. Suggerimenti?
Posseggo il medesimo spirito vitale che avevo a dieci anni. Molti dichiarano il loro mutamento interiore, cancellano il passato o ne seppeliscono la memoria.
Perché? Esiste il mito del nulla così come narrato da Ende nella storia infinita. Ma non è sufficiente. Ricordo la mia amica Nicole di dieci anni scagliarsi con impeto amazzone contro ogni oscillazione etica,senza rigurgiti esistenzialistici o conformità culturali. Ora anche lei è cresciuta; dove è andata la disposizione d'animo? Ancora ci parlo,comunque.
Alla guerra, ma altrove. Ma non per me.
Quale uomo combatte contro il suo popolo? Non è il mio popolo. Perché allora vesti i loro colori? Perché costretto. E così mi ritrovo, nonostante tutto il tempo passato, camminante presso la linea che separa quel popolo di uomini, i quali quasi mai comprendo - dall'altrove. Quanto resisterò ancora?

"Io sono Diana di Themyscira, figlia di Ippolita, regina delle amazzoni; in nome di tutto ciò che è bene: l'ira verso la gente di questo mondo è estinta." E sia.




martedì 18 settembre 2018

audio e giudizio


Eccomi entrare in un bar ove sono solito consumare caffè e pasta, solitamente dopo la lettura delle assurdità quotidiane nei maggiori quotidiani disponibili gratuitamente in biblioteca (ricordo a tutti come il sottoscritto battesse le biblioteche già a dodici anni discutendo di filosofia con l'amichetto compagno di classe); a proposito avete mai disposto le vostre letture dei quotidiani in biblioteca? E' da farsi. Pensateci magari se avete la biblioteca poco distante dal vostro politico domicilio.
E dunque, dicevo, eccomi entrare nel bar con le cuffie e lo sguardo chiaro e piano ai dolci quotidiani in offerta. Cosa c'è di strano? Il barista giovincello - si tratta di un esercizio a conduzione familiare (ma le condotte, come le condutture, possono facilmente guastarsi) - chiede il contenuto audio previo riscontro del mio interesse e subito afferma con sicurezza "ascolti le partite di calcio?" . Ora il giovincello già ha avuto diverse occasioni per saggiare quale genere di persona io sia - vedi i commenti critici sempre espressi durante la lettura dei quotidiani nel di lui locale tra un sorso di caffè ed un morso al diplomatico di turno; ma evidentemente per causale convergenza d'ingegno o volontà o per impatto di quieta disperazione o semplicemente per compatta abitudine - ecco ch'erra in sommità di proposito e giudizio.
Così, dopo averlo inquadrato o forse squadrato senz'altro proferire, riferisco l'oggetto del flusso audio che interessa per primo il mio intelletto e per secondo il propriamente definito canale uditivo: "Sto ascoltando la peste di Albert Camus, uno scrittore francese". E subito reprimo gli improperi pur dovuti. Perché un matematico come me non può uscire dalla biblioteca ascoltando partite di calcio. Ma forse tutto questo inciso non può incidere che la crema pasticcera quivi già contestualmente presente - e non già la dura pietra di certuni per figurazione.

lunedì 27 agosto 2018

Metano a innsbruck



Bisogna saperli prendere questi italiani! Se per difetto di causa efficiente o di ingegneria gravosa di responsabilità io non so; constato infine la necessità di rifornire del prezioso gas naturale l'auto sebbene privo di qualsivoglia guida certa; e la pulzella che mi aveva fino ad ora accompagnato, presto si ritrae godendo dello spettacolo delle prove e dei tentativi. Ma presto l'ingegno si cura quanto basta ad evitare il danno:son promosso a omino distribuente fuor del confine.
Ma tornato in patria scade la licenza e tocca contentarsi. Spiegatemi voi il perché di tutto questo italiano nonsense. Allego riferimento per il vostro gaudio.
(estratto dal sito https://www.metanoauto.com/modules.php?name=News&file=article&sid=8507)

DECRETO SELF-SERVICE, POSIZIONE DI METANOAUTO.COM: RISPETTARE LE LINEE EUROPEE
Norme e burocraziaCogliere l'occasione della DAFI per armonizzare la normativa allo standard europeo.

In queste settimane una commissione sta curando la stesura del decreto che disciplinerà il rifornimento self service di metano. Noi di metanoauto.com abbiamo avuto la possibilità di esaminarne una bozza e, sulla scorta delle nostre personali esperienze e conoscenze normative, nonché facendo tesoro di tutte le osservazioni e testimonianze della community, non siamo riusciti a tacere forti perplessità, formalizzandole per iscritto.

Già, perché il self service di metano è un dilemma tutto italiano. All'estero è da sempre la normalità. Come si spiega tutto ciò?





Rifornimento metano self-service all'estero: semplice, rapido, sicuro.
Screenshot dal video sul self-service in Francia e Lussemburgo di metanoauto.com.


Esiste una direttiva europea, nota agli addetti come DAFI, che formalmente è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 257/2016. Questo Decreto, all'articolo 18 comma 2, enuncia un concetto molto chiaro:

"2. Al fine di sviluppare la modalità self service per gli impianti di distribuzione del GNC, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto (…) e' aggiornata la normativa tecnica (…) in materia di sicurezza, tenendo conto degli standard di sicurezza utilizzati in ambito europeo

In poche parole, il legislatore intende consentire il rifornimento in modalità self-service così come avviene negli altri paesi europei.

Sembra semplice? Lo sarebbe, ma la tendenza tutta italiana a rendere complicata ogni cosa è sempre in agguato.

Basta leggere la presa di posizione di Anigas, da un lato critica nel segnalare richieste di controlli e condizioni che non esistono negli altri paesi europei (ma nemmeno in Italia riferendosi a qualsiasi altro tipo di carburante) salvo poi transigere su sistemi che di certo non agevolano la diffusione del self-service non presidiato.

Nella precedente revisione della norma, il D.M. 31.3.2014, veniva ipotizzata una famigerata (ed italianissima) tessera per il rifornimento non presidiato. Il risultato di tale sistema di identificazione, proposto in un'epoca in cui si tende a dematerializzare e controllare da remoto tutto, è stato lampante: l'indifferenza generale degli operatori, ancor più singolare pensando che dal self service potrebbero trarre solo maggiori profitti. Unica eccezione in soli due distributori in Trentino-Alto Adige.

Oggi si intendono proporre nuovamente sistemi alternativi comunque tendenti a rendere anomalo il rifornimento di metano, come già detto, rispetto a qualsiasi altro carburante.

Lo scritto che metanoauto.com ha fatto pervenire al «Gruppo di lavoro» presso il Ministero dell'interno, Ufficio per la prevenzione incendi e rischio industriale, ed al Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi è netto nel sostenere un principio: l'Italia deve allinearsi a quanto avviene nel resto d'Europa. La norma principe a cui si deve fare riferimento è quella licenziata dall'ISO, la n. 16923:2016 che non prevede alcuna restrizione a differenza delle prescrizioni inserite nella bozza di decreto.

Entrando nel merito della proposta formulata dal succitato «Gruppo di lavoro», a cui è bene ricordarlo partecipano anche tutti i rappresentanti del settore "metano per auto", vorremmo far riflettere su un aspetto quasi banale:
perché, anche questa volta, la proposta di decreto allo studio tende ad ostacolare il rifornimento del metano in self-service non presidiato, addirittura collidendo con il principio di recepimento delle norme del diritto europeo correttamente espresso nel D.Lgs. 257/2016?

Infatti, semplicemente ed in estrema sintesi, nel resto d'Europa quanto proposto nella bozza di decreto non c'è e, oltretutto, non c'è mai stato. Dalle reazioni raccolte si sta solo scuotendo la testa increduli per quanto si vorrebbe introdurre in Italia. E' proprio il caso che lo si sappia qui da noi.

Ad ogni buon conto, a voi l'ardua sentenza.

Nota: (Fonte: redazione metanoauto.com ©)

E infine,
Re: DECRETO SELF-SERVICE, POSIZIONE DI METANOAUTO.COM: RISPETTARE LE LINEE EUROPEE (Voto: 1)
da mascalzone67 Wednesday 25 April 2018
(Info Utente )
Una rivista specializzata riporta la notizia che è in dirittura d'arrivo il decreto ministeriale sul self service non presidiato per la distribuzione di metano auto. Il gruppo di lavoro ad hoc istituito presso il ministero dell'Interno ha infatti concluso i lavori e stabilito le linee della normativa che dovrà ora essere redatta nella forma definitiva e poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Così è se vi piace il mascalzone.


Ma ritorniamo al distributore di metano… Per un po' di tempo ho aspettato che qualche cliente veterano si fermasse e potesse aiutarmi ad agganciare ‘sta pistola, ma, dopo circa 20 minuti, non vedendo anima viva, sono partita verso la mia meta usando il poco metano rimastomi e i 10 litri di benzina. Ti lascio dire com'è divertente viaggiare con un serbatoio di benzina che contiene solo 10 litri.

Fonte: https://www.latanadelserpente.it/2014/09/distributori-metano-self-service.html
© Moira Tips - diritti d'autore/
Ma ritorniamo al distributore di metano… Per un po' di tempo ho aspettato che qualche cliente veterano si fermasse e potesse aiutarmi ad agganciare ‘sta pistola, ma, dopo circa 20 minuti, non vedendo anima viva, sono partita verso la mia meta usando il poco metano rimastomi e i 10 litri di benzina. Ti lascio dire com'è divertente viaggiare con un serbatoio di benzina che contiene solo 10 litri.

Fonte: https://www.latanadelserpente.it/2014/09/distributori-metano-self-service.html
© Moira Tips - diritti d'autore/

Impianto di distribuzione di metano senza presidio:

 La sfida


Ma ritorniamo al distributore di metano… Per un po' di tempo ho aspettato che qualche cliente veterano si fermasse e potesse aiutarmi ad agganciare ‘sta pistola, ma, dopo circa 20 minuti, non vedendo anima viva, sono partita verso la mia meta usando il poco metano rimastomi e i 10 litri di benzina. Ti lascio dire com'è divertente viaggiare con un serbatoio di benzina che contiene solo 10 litri.

Un’esperienza avvilente. Di sicuro la mia autostima non ha digerito l’affronto. Credo che inconsciamente ci abbia “lavorato” per tutto il giorno mettendosi in combutta perfino con il mio subconscio visto che la sera, prima di ritornare nell'appartamento, mi sono rifermata allo stesso distributore e… miracolo! Al primo tentativo ce l'ho fatta. Mi sono sentita come se avessi scoperto il vaccino per l’Ebola. So' soddisfazioni!


Fonte: https://www.latanadelserpente.it/2014/09/distributori-metano-self-service.html
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Impianto di distribuzione di metano senza presidio:

 La sfida


Ma ritorniamo al distributore di metano… Per un po' di tempo ho aspettato che qualche cliente veterano si fermasse e potesse aiutarmi ad agganciare ‘sta pistola, ma, dopo circa 20 minuti, non vedendo anima viva, sono partita verso la mia meta usando il poco metano rimastomi e i 10 litri di benzina. Ti lascio dire com'è divertente viaggiare con un serbatoio di benzina che contiene solo 10 litri.

Un’esperienza avvilente. Di sicuro la mia autostima non ha digerito l’affronto. Credo che inconsciamente ci abbia “lavorato” per tutto il giorno mettendosi in combutta perfino con il mio subconscio visto che la sera, prima di ritornare nell'appartamento, mi sono rifermata allo stesso distributore e… miracolo! Al primo tentativo ce l'ho fatta. Mi sono sentita come se avessi scoperto il vaccino per l’Ebola. So' soddisfazioni!

Fonte: https://www.latanadelserpente.it/2014/09/distributori-metano-self-service.html
© Moira Tips - diritti d'autore/

Impianto di distribuzione di metano senza presidio:

 La sfida


Ma ritorniamo al distributore di metano… Per un po' di tempo ho aspettato che qualche cliente veterano si fermasse e potesse aiutarmi ad agganciare ‘sta pistola, ma, dopo circa 20 minuti, non vedendo anima viva, sono partita verso la mia meta usando il poco metano rimastomi e i 10 litri di benzina. Ti lascio dire com'è divertente viaggiare con un serbatoio di benzina che contiene solo 10 litri.

Un’esperienza avvilente. Di sicuro la mia autostima non ha digerito l’affronto. Credo che inconsciamente ci abbia “lavorato” per tutto il giorno mettendosi in combutta perfino con il mio subconscio visto che la sera, prima di ritornare nell'appartamento, mi sono rifermata allo stesso distributore e… miracolo! Al primo tentativo ce l'ho fatta. Mi sono sentita come se avessi scoperto il vaccino per l’Ebola. So' soddisfazioni!

Fonte: https://www.latanadelserpente.it/2014/09/distributori-metano-self-service.html
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lunedì 7 ottobre 2013

il fumo uccide

Il fumo di sigarette uccide. La nicotina provoca forte dipendenza fisica e psicologica. Le sostanze inalate come prodotto della combustione provocano il cancro alla gola e ai polmoni. Mio zio materno (ovvero il fratello di mia madre) è stato ricoverato in fase terminale per un cancro alla gola. Fumava a ripetizione sin da quando era ragazzino. E molto alcool, pure. Se ne sta per andare l'ultimo vecchio lupo di mare. Un carattere tenerissimo. Appassionato di cultura dei nativi americani. Ha sempre lavorato senza chiedere particolari compensi (essendo stato, per questa sua bontà di cuore, raggirato e ben spremuto come infaticabile cuoco di pesce). In quarant'anni non ha mai bruciato un rombo gigante sulla griglia, tanto per dire. C'è però una nota negativa. Non vuole vedere nessuno dei parenti diretti che ancora possiede (in particolare, il sottoscritto e mio fratello). Una decisione che non comprendo ma che devo rispettare. Lo assiste una personcina che non ha la mia fiducia. Vorrei sapere almeno come dovrei comportarmi per il suo prossimo funerale (non ha mai nutrito buoni rapporti con la chiesa cattolica apostolica romana); funerale cattolico? cremazione? cerimonia pubblica o privata? Dovranno contattarmi. Allora saprò. E forse saprò anche qualche verità scomoda su chi si è proclamato assistente tecnico e spirituale della vita di mio zio. Anche questo è assurdo quotidiano.

mercoledì 2 ottobre 2013

ricambi meccanico-generazionali

Devo ancora sistemare la mia auto. La pompa del carburante che alimenta la pompa di iniezione non funziona correttamente. Necessita ricambio. Mi informo dal meccanico. Apprendo che il costo della pompa nuova è di duecento euro. E' mai possibile che costi così tanto? Mi viene detto che la si è cercata in tre rifornitori distinti, con minime fluttuazioni sul prezzo. Dopo questo l'italiano medio semi-analfabeta avrebbe semplicemente scucito a testa bassa il malloppo per la sostituzione, magari ricordando a se stesso la disciplina del vivi e lascia vivere. Ma il sottoscritto non ci sta. Quindi s'incarica personalmente di una scansione presso i rifornitori. Ed ecco la novità, ma anche no - almeno per me. Costo della pompa nuova 86 euro, quasi un terzo in meno. Mi si dice di non riferire al meccanico il prezzo. Ma si può? Italiani biricchini in maggioranza sempre disposti a truffare l'ignaro imbecille. Avrò qualcosa da raccontare ai miei studenti, giusto per metterli in guardia. Non si dice sviluppo del senso critico? E nel caso non sia chiaro, io non utilizzo la massima del quieto vivere pur essendo dichiaratamente pacifista, anarchico libertario,matematico taoista post-moderno. Chi intelletto ha,comprenda e valuti la prossima riparazione meccanica.

martedì 1 ottobre 2013

dichiarazione d'esistenza

Quando gli aspetti burocratici denotano un sistema politico mentalmente disturbato.
Ennesima dichiarazione per l'assunzione di servizio nella scuola pubblica. C'è una novità. Vedere l'ultima crocetta. Una deflagrante quanto vitale risata ha scosso le fondamenta della segreteria amministrativa docenti. E scusate, al solito, s'è fatto apposta.




venerdì 27 settembre 2013

assurdo scolastico quotidiano

Situazione scolastica ancora aperta. Due ore di tecnologia della comunicazione,quattro ore di matematica e forse sette ore divise tra sistemi di automazione e reti. E potevo avere altre quattro ore di matematica ma le scuole diventavano quattro in due comuni distinti e la legge non lo permette.
Intersecare gli orari e le varie attività scolastiche (riunioni inutili,consigli di classe - spesso inutili - collegi docenti assolutamente inutili e quant'altro) sarà disinteressatamente divertente.
In classe agisco come un matematico, non come un insegnante classico. Praticamente cerco di sviluppare il senso critico proponendo problemi e sviscerando i loro dubbi esistenziali. Un trattamento ibrido stille dottor house e attimo fuggente. Poiché da taoista obbligo alla riflessione lenta e rapidamente oscillante (così da evitare incrostamenti dottrinali), molti miei studenti finiscono con il trovarsi disorientati, abituati come sono al mordi e fuggi del post moderno. E' interessante notare come resista nonostante tutto una esigua minoranza di studenti che invece reagiscono brillantemente. Praticamente - sistematicamente - non c'è uno spettro uniforme; i miei studenti dichiarano di non aver capito alcunché oppure di aver compreso ogni dettaglio (anche quando non v'è alcunché da comprendere). E' appassionante indagare gli ostacoli epistemologici e psicologici di tali reazioni. E il quadro si ripete anche per i miei studenti universitari. Tutto il mondo è paese? Non credo ma prendo atto. Al secondo incontro nella mia prima scatta l'obiezione classica dello studente post moderno: questo a che serve con il lavoro da geometra? E siamo solo all'inizio. Ed era l'ultima ora.

venerdì 20 settembre 2013

Legna da ardere e senso critico

Carico di legna da ardere per l'inverno. Abbondante. Sessanta quintali circa. Dove sta il senso critico?
Ho contattato uno dei tanti venditori - stranamente molti dei quali meridionali; questo è pugliese - alla ricerca del prezzo più basso. Ci siamo accordati per 11.5 euro/quintale per un quantitativo di venticinque quintali (tolleranza di due o tre quintali). Ma ecco la novità. Arriva un intero carico di sessanta quintali. Costo effettivo seicento euro, legna in mano. Ma gli accordi erano diversi. I due pugliesi insistono ribadendo che l'intero carico sarebbe stato nostro per un prezzo davvero irrisorio. Ma senza fattura e dichiarazione del peso. Mio fratello sborsa l'intero ammontare (io non ero d'accordo; bastava la metà). Archivio il fatto come esempio da portare ai miei studenti quest'anno. Esistono le pese pubbliche, gratuite. Il certificatore, come è noto, non può coincidere con il certificato. Diffidare quindi del peso riportato in fattura (quando emessa). Ma quale italiano sarebbe disposto ad insistere sul peso effettivo? Ecco - appunto - il senso critico. In molti preferiscono evitare di battere il pugno per avere giustizia, anche quando essa sia da ritenersi palese. Siamo in italia. Ma a scuola almeno posso informare i miei studenti.E saranno legnate. Un altro spunto di riflessione potrebbe essere il problema di calcolare quante cariole occorre riempire per riordinare l'intero carico (a me ne spettano almeno 40). Ricordate la definizione? La densità è la massa per unità di volume. Il peso specifico è il peso per unità di volume.


giovedì 19 settembre 2013

omofobia post moderna

Questa volta è il turno di giancarlo cerrelli, il solito integralista cattolico convinto che l'omosessualità sia stata depennata come disturbo mentale per motivi politici. Tra le altre cose sembra non esistere la lobby cattolica ma solo la lobby gay. Che dire dei bisessuali? Quando apprendo di queste manifestazioni di cultura folle non posso che dichiararmi bisessuale. Combatterò a scuola ogni pregiudizio,manifestazione,sentimento razzista,omofobico e integralista. Questo nostro paese è davvero ancora culturalmente indietro, ancorato a tradizioni devastanti sul piano umano. Sotto,estratto della replica sul sito www.huffingtonpost.it. Il video dell'intervento di cerrelli lo trovate su youtube
all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=T05UXNjIqR0. Perché non riesco a trovare questo video usando l'opzione di inserimento di blogger?

"A intervenire sull'argomento, essendo di sua stretta competenza, è stato in giornata Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, che in una nota ha dichiarato: "È gravissimo che i detrattori della legge antiomofobia ripropongano, tra le altre, l'idea che l'omosessualità sia una malattia da curare e, di conseguenza, che l'orientamento omosessuale sia da modificare, contraddicendo palesemente quanto, invece, da anni sostiene la comunità scientifica internazionale che, a ragione, ha da tempo rigettato le cosiddette terapie di conversione e riparative".
Con esplicito riferimento alle dichiarazioni di Cerrelli, Palma ha aggiunto: "Affermare che l'omosessualità possa essere curata o che l'orientamento sessuale di una persona si debba modificare, come recentemente dichiarato dal vicepresidente Unione giuristi cattolici italiani, è una informazione scientificamente priva di fondamento e portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale ancora così fortemente radicato nella nostra società, come dimostrano, purtroppo, i sempre più diffusi fatti di cronaca". Ha quindi concluso: "Ribadisco, se mai ce ne fosse bisogno che gli psicologi, secondo il Codice deontologico, non possono prestarsi ad alcuna 'terapia riparativa' dell'orientamento sessuale di una persona, bensì collaborare con i propri pazienti nel caso di disagi relativi alla sfera sessuale siano essi avvertiti dagli eterosessuali così come dagli omosessuali"."

domenica 15 settembre 2013

profezie psicanalitiche post moderne

Ricordate il post sul delirio di onnipotenza? Il mio amico è imploso psichicamente. Ha incendiato casa sua lasciando scritte deliranti sui muri esterni. Ricoverato per un trattamento sanitario obbligatorio, sembra che abbia proferito qualcosa del genere "dovevo farlo". Scrivo questo post per tutti quelli che vivono esperienze simili. Poco prima di una crisi psichica esistono ben definiti segnali. Delirio allucinatorio persecutorio, violenti sbalzi d'umore,violenza esogena ed endogena. Non lasciare la propria casa incustodita, preoccuparsi degli amici vicini e dei parenti. E non lamentatevi se non s'è fatto apposta. Tra parentesi un esame di coscienza lo consiglio ai numerosi (e lautamente remunerati) psichiatri o terapeuti libero professionisti. E sì, la mia terapia di supporto non ha sortito alcun effetto. Ma questa volta non sarò eccessivamente critico verso me stesso. C'è chi ha sbagliato e non muterà atteggiamento. Questioni istituzionali. O forse abitudine. Prima di iniziare una terapia pensateci.

giovedì 12 settembre 2013

matematica e letteratura

Dal blog (http://www.profduepuntozero.it/2013/04/30/dove-ti-iscrivo-il-pupo/) cito testualmente

"Il latino a cosa vuoi che serva? Eppure niente come il latino allena al problem solving, più della matematica, se volessimo fermarci a motivazioni puramente funzionali."

E' mai possibile che ancora una volta un letterato - e motivato insegnante - caschi nella trappola ideologica del classicismo antiscientifico? Devo comunque riconoscere che se per matematica intende la matematica che si insegna alle scuole superiori (non parliamo della spazzatura dei cicli precedenti, in media) allora non posso dargli torto. Ma come ho lasciato scritto nel commento al post, può succedere che un ricercatore senza borsa matematico (e taoista post moderno pure) entri in classe e allora sono dolori per certe ideologie. Ad iniziare dal dogma della frequenza scolastica autoritaria - come la definisco io - che secondo la maggioranza dei cervelli genitoriali obbligherebbe i figli alla frequenza di una scuola pubblica (o privata) fino all'assolvimento dell'obbligo. In realtà non è mai stato così. E ci mancherebbe. I genitori possono optare fin dalla prima elementare per un insegnamento a misura del proprio figlio (vedere testo unico in materia di istruzione). La realtà è ben diversa; di fatto la maggiornaza dei genitori manda i figli a scuola semplicemente perché è comodo avere un caldo parcheggio. Per fortuna sono un docente anarchico libertario (con esperienza pregressa) e non dimentico mai di avvisare i miei studenti in merito alla possibilità di smettere la frequenza scolastica. Dopotutto si tratta della loro vita. Vediamo cosa dice in merito il prof 2.0 del citato blog. Per ora inauguro l'ennesima categoria: io e prof due punto zero. E sia.