Visualizzazione post con etichetta stile italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stile italiano. Mostra tutti i post

lunedì 7 ottobre 2013

il fumo uccide

Il fumo di sigarette uccide. La nicotina provoca forte dipendenza fisica e psicologica. Le sostanze inalate come prodotto della combustione provocano il cancro alla gola e ai polmoni. Mio zio materno (ovvero il fratello di mia madre) è stato ricoverato in fase terminale per un cancro alla gola. Fumava a ripetizione sin da quando era ragazzino. E molto alcool, pure. Se ne sta per andare l'ultimo vecchio lupo di mare. Un carattere tenerissimo. Appassionato di cultura dei nativi americani. Ha sempre lavorato senza chiedere particolari compensi (essendo stato, per questa sua bontà di cuore, raggirato e ben spremuto come infaticabile cuoco di pesce). In quarant'anni non ha mai bruciato un rombo gigante sulla griglia, tanto per dire. C'è però una nota negativa. Non vuole vedere nessuno dei parenti diretti che ancora possiede (in particolare, il sottoscritto e mio fratello). Una decisione che non comprendo ma che devo rispettare. Lo assiste una personcina che non ha la mia fiducia. Vorrei sapere almeno come dovrei comportarmi per il suo prossimo funerale (non ha mai nutrito buoni rapporti con la chiesa cattolica apostolica romana); funerale cattolico? cremazione? cerimonia pubblica o privata? Dovranno contattarmi. Allora saprò. E forse saprò anche qualche verità scomoda su chi si è proclamato assistente tecnico e spirituale della vita di mio zio. Anche questo è assurdo quotidiano.

mercoledì 2 ottobre 2013

ricambi meccanico-generazionali

Devo ancora sistemare la mia auto. La pompa del carburante che alimenta la pompa di iniezione non funziona correttamente. Necessita ricambio. Mi informo dal meccanico. Apprendo che il costo della pompa nuova è di duecento euro. E' mai possibile che costi così tanto? Mi viene detto che la si è cercata in tre rifornitori distinti, con minime fluttuazioni sul prezzo. Dopo questo l'italiano medio semi-analfabeta avrebbe semplicemente scucito a testa bassa il malloppo per la sostituzione, magari ricordando a se stesso la disciplina del vivi e lascia vivere. Ma il sottoscritto non ci sta. Quindi s'incarica personalmente di una scansione presso i rifornitori. Ed ecco la novità, ma anche no - almeno per me. Costo della pompa nuova 86 euro, quasi un terzo in meno. Mi si dice di non riferire al meccanico il prezzo. Ma si può? Italiani biricchini in maggioranza sempre disposti a truffare l'ignaro imbecille. Avrò qualcosa da raccontare ai miei studenti, giusto per metterli in guardia. Non si dice sviluppo del senso critico? E nel caso non sia chiaro, io non utilizzo la massima del quieto vivere pur essendo dichiaratamente pacifista, anarchico libertario,matematico taoista post-moderno. Chi intelletto ha,comprenda e valuti la prossima riparazione meccanica.

venerdì 20 settembre 2013

Legna da ardere e senso critico

Carico di legna da ardere per l'inverno. Abbondante. Sessanta quintali circa. Dove sta il senso critico?
Ho contattato uno dei tanti venditori - stranamente molti dei quali meridionali; questo è pugliese - alla ricerca del prezzo più basso. Ci siamo accordati per 11.5 euro/quintale per un quantitativo di venticinque quintali (tolleranza di due o tre quintali). Ma ecco la novità. Arriva un intero carico di sessanta quintali. Costo effettivo seicento euro, legna in mano. Ma gli accordi erano diversi. I due pugliesi insistono ribadendo che l'intero carico sarebbe stato nostro per un prezzo davvero irrisorio. Ma senza fattura e dichiarazione del peso. Mio fratello sborsa l'intero ammontare (io non ero d'accordo; bastava la metà). Archivio il fatto come esempio da portare ai miei studenti quest'anno. Esistono le pese pubbliche, gratuite. Il certificatore, come è noto, non può coincidere con il certificato. Diffidare quindi del peso riportato in fattura (quando emessa). Ma quale italiano sarebbe disposto ad insistere sul peso effettivo? Ecco - appunto - il senso critico. In molti preferiscono evitare di battere il pugno per avere giustizia, anche quando essa sia da ritenersi palese. Siamo in italia. Ma a scuola almeno posso informare i miei studenti.E saranno legnate. Un altro spunto di riflessione potrebbe essere il problema di calcolare quante cariole occorre riempire per riordinare l'intero carico (a me ne spettano almeno 40). Ricordate la definizione? La densità è la massa per unità di volume. Il peso specifico è il peso per unità di volume.


mercoledì 28 agosto 2013

pizza e discorsi notturni post moderni tra amici

Invitato ad una mangiata dal mio amico aspirante buddhista (fratello del mio morosino - invenzione di nicole - ovvero dell'idea infantile del migliore amico; ma solo per parte mia; si veda la follia di orlando in un post precedente per rischiar concetti astrusi), dopo aver apprezzato un po' di pizza e notato lo scorrimento senz'attrito d'un fiume di birra (qualità relativamente scadente), come in ogni ritrovo under 25 che si rispetti (e per fortuna ho ancora dieci anni dentro, ma pure molti di più all'occorrenza contro certi diavoli e spiritelli giovanili assetati) eccomi ad ora tarda pedone operante sulla scacchiera del dialogo alcolico misto hemingway-morrison-bukowsky con gli ultimi esuli ancora persi tra pensieri misto sesso alcolico. Così, due femmine e un numero imprecisato di maschi s'alternano nel dialogo.
Scopro così alcuni risvolti psicoanalitici d'una pulzella che ammetto avermi colpito - non già le di lei tette visibilmente accessibili dalla scollatura; mi stupisco di certe relazioni sentimentali il cui spazio separato è misurabile in termini di lunghezza e sesso reciproco consegnato alla critica dell'astinenza; in vino veritas, ed è buono (a volte) e giusto (sincero quanto basta). Quindi la pulzella se la tira (quando il livello alcolico nel sangue sia definitivamente minore di una certa quantità; noi matematici potremmo invocare il minimo limite alcolico) ma finisce con il capitolare quando si parli di sesso esplicito; quando l'istinto emotivo può creare più disordine che soluzioni; interessante però, essendo i soggetti coinvolti così giovani (quasi tutti con l'infanzia consegnata al forno crematorio, per scelta o necessità o amore particolare) e quindi ai miei occhi disposti a giocarsi la vita su entrambi i fronti del loro destino post moderno. Invece no. "quale ragazza non farebbe pompini al suo uomo?" - prima chicca esistenziale - per la gioia diligente dell'altro maschietto seduto accanto a me sul dondolo; riconosciuta la valenza del pompino impegnato - ma non quando il maschietto non ricambiasse con un primo orgasmo (il primo non si scorda mai?) pena l'infelicità locale per sopravvenuta inquisizione affettivo-morale - la bella pulzella snocciola, ben visibilmente , la catena cerebrale - parimenti emotiva - che la incardina al ragazzo di turno (assente per natura e per lavoro; la prima come costrizione del bastone senza carota anticipata; la seconda per fuga preventiva fatte salve le necessità del vile stipendio): "io preferisco stare sotto perché voglio essere dominata [...]" e ancora, come un vulcano, "[...] perché lui grosso mi fa sesso (sic)". Nessun consulto psicoanalitico avrebbe rivelato verità tanto profonde quanto ingenue. Quindi Freud - con la maiuscola - battuto nettamente da bacco, almeno per questa volta. Alle volte i particolari della vita insegnano quanto basta. Se lei è stronza, una ragione - o forse anche due, ma non troppe - c'è; neppure troppo riposta. Riposta somiglia a risposta, con caduta tronca psicologica; o fisiologica della natura umana per chi propende per la vita come una puttana ed il conseguente abuso fino alla nausea (esistenzialismo?). La seconda caramellina merita più attenzione. Seconda pulzella, ben più assetata, lamenta dolori sentimentali: "[...] ma perché nessuno mi vuole?" e contemporanemente capace di chiedere al pubblico dondolante "ti piacerebbe mettere il preservativo con la bocca? [...]". Colta impreparata, la mia ingenuità infantile tenta di ricambiare la di lei passione negativa con qualcosa di simile ad un abbraccio. Ma lei disdegna, rifiuta. Allora tento di mettere insieme i pezzi: da una parte vorrebbe essere partecipe dei pensieri ben disposti finora scambiati, anche a pezzi,visionando materia ben poco oscura (e senza essere dominata, suppongo). Dall'altra rifiuta gesti d'affetto ma è capace di scrivere "ti voglio bene" a colui che sembra essere il suo migliore amico (scritto pure questo; un rigurgito di infanzia repressa? rispondete voi, se potete)  pure somigliante a cappello di paglia (l'avevo già detto a nicole, complice un suo sorriso). Conclusione tarda ma sicura. Siete infelici per scelta e la cosa mi sorprende. Oppure la scelta è esclusivamente emotiva, quando non una maschera per l'occorenza. Ancora maschere. Ma perché anche durante quello che per molti è il periodo turbolento,vivido,anarchico e molesto dell'adolescenza ( o post adolescenza)? Oggi come ieri non mi sovvengono risposte adeguate. Resta la possibilità di scegliere altrove. Lontano, lontano.

domenica 25 agosto 2013

fascisti e dintorni

Uscita con il mio amico vegano nel mio bar notturno preferito,orario continuato e gestione,indovinate un po',cinese - per un caffè; nell'ampio parcheggio una piccola utilitaria reca un'insolita pubblicità. A distanza di tanti anni evidentemente certe idee sono dure a morire. Proselitismo new age? Non so rispondere. Le targhe automobilistiche di pubblico dominio consentono, tramite semplice interrogazione del pubblico registro automobilistico, di risalire al proprietario dell'autoveicolo (ovvero al suo intestatario). Fascista avvisato, costituzione salvata.


venerdì 23 agosto 2013

etnopsichiatria,dsm,psicofarmaci:alcune avvertenze per l'uso

Estratto da un testo interessante; leggere e meditare, soprattutto le parti in grassetto (scelte dal sottoscritto, per intenderci).

"[...] Rispetto alle classificazioni precedenti, le novità introdotte nei DSM sono di rilievo. Analisi statistiche accurate hanno permesso di fissare criteri che consentono di includere o escludere soggetti nei vari gruppi; è stato adottato un sistema multiassiale,e cioè la possibilità di osservare e classificare i fenomeni clinici da più prospettive contemporaneamente,elencando le osservazioni diagnostiche su assi diversi (per esempio:sindromi cliniche,disturbri di personalità e sviluppo,disturbi fisici ecc.) e,soprattutto,è stato adottato un approccio che si definisce "ateoretico". Quest'ultimo punto è di particolare interesse. Nell'intenzione dei classificatori si trattava di adottare,visto che gli specialisti hanno pareri tanto diversi,a volte addirittura diametralmente opposti circa la natura dei fenomeni osservati, un approccio non causale,ma descrittivo; che non comportasse cioè ipotesi teoriche forti (come teorie eziologiche o prognostiche, o indicazioni sulle terapie più appropriate). Ciò portò, per esempio, alla scomparsa della parola "nevrosi" (che implicava,depositati nel corso della sua storia,sia impliciti descrittivi sia eziologici e terapeutici) e alla sostituzione della parola "malattia" con quella,meno impegnativa dal punto di vista epistemologico,di "disturbo". Solo così, adottando un sistema classificatorio più debole ma più vicino alla reale conoscenza dei fenomeni,ateoretico e perciò compatibile con teorie molto diverse tra loro,è stato possibile conciliare schieramenti fino ad allora opposti: come psichiatri a indirizzo neurobiologico e psichiatri e psicologi a indirizzo psicodinamico-psicoanalitico e cognitivo. I creatori di questo sistema erano ben consapevoli della sua inconsistenza. Le diagnosi emerse dai DSM non vengono infatti considerate da chi ha costruito i manuali reali e definitive, ma solo probabili e un particolare coefficiente, il coefficiente K,indica il grado della loro attendibilità emerso dagli studi statistici. La media del coefficiente K nel DSM è di 0.64, il che significa che solo il 64% dei clinici si sono trovati d'accordo sulle diagnosi da attribuire,all'insaputa l'uno dell'altro,agli stessi pazienti; e ciò nonostante gli addestramenti subiti per favorire l'uniformità delle loro diagnosi. [...] I DSM si sono imposti come soluzione pragmatica, quella che più consentirebbe di avanzare nella ricerca (soprattutto farmacologica) in psichiatria. Oggi costituiscono,soprattutto nei paesi più ricchi,la nosografia di riferimento, mentre l'ICD dell'organizzazione mondiale della sanità è ancora diffusa nei paesi poveri,dove la sanità è gestita,più che da logiche economiche e produttive,da interventi statali e da aiuti internazionali; [...] Per ciò che riguarda in particolare melanconia e depressione, la compatibilità tra i due sistemi è totale, e le carte di flusso (gli "alberi decisionali") che ne derivano conducono passo passo medici e psichiatri verso gli stessi comportamenti prescrittivi. La carta di flusso costruita a partire dal DSM-IV (albero decisionale per l'umore depresso: cfr. First,Frances e Pincus, 1995 pp. 48-53) orienta il curante verso la diagnosi. Se il paziente lamenta un "umore depresso" e/o i suoi familiari lo considerano depresso (per esempio perché è diventato più lamentoso; ma nei bambini e adolescenti può colpire invece un aumento dell'irritabilità), il medico deve prima di tutto escludere che si tratti degli effetti di una malattia d'organo o sistemica in incubazione o in atto (come una epatite o una infezione virale) o degli effetti diretti di una sostanza (per esempio farmaci,come gli ansiolitici e gli antipertensivi; o sostanze tossiche, assunte per abitudine o casualmente). Se questo non è il caso,e se da almeno due settimane c'è umore depresso,perdita di interesse e altri sintomi associati,se non ci sono sintomi maniacali o ipomaniacali che orientino verso forme cliniche, o altri sintomi psichici che facciano pensare a diverse forme psicopatologiche, allora il medico deve impegnarsi a produrre una diagnosi differenziale tra un disturbo depressivo maggiore (se sono riscontrabili episodi depressivi maggiori) e disturbro distimico (se non ci sono episodi depressivi maggiori, ma umore depresso per la maggior parte dei giorni per almeno due anni con sintomi associati). Se invece il medico riscontra un umore depresso clinicamente significativo non incluso negli esempi precedenti, se esso si manifesta dopo la morte di una persona cara,o in risposta ad altri fattori psicosociali di stress,allora potrà diagnosticare o un lutto accentuato, o un disturbo dell'adattamento con umore depresso,o un disturbo depressivo non altrimenti specificato [...] Credo che il procedimento diagnostico descritto dia chiara l'idea di come è stato costruito: a partire dai sintomi manifestati,si possono riunire i pazienti in gruppi attraverso una analisi statistica fattoriale. E' possibile così definire le caratteristiche delle varie sindromi e i criteri per diagnosi di probabilità che non implicano però alcuna teoria sulle origini,le cause,il senso dei disturbi stessi. La fragilità di questo impianto diagnostico e differenziale, che contrasta con la solidità di quelli costruiti in altri settori della medicina e con l'imponenza delle risorse impegnate [...] si evidenzia ancor più quando si applichi questa nosografia alla clinica. I clinici non possono non sottolineare quanto sia già difficile operare nette delimitazioni tra i disturbi dell'umore e altri (per esempio quelli "schizofrenici" o "somatoformi"); e ancor di più, all'interno del campo dei disturbi dell'umore stessi. Qui, il polimorfismo clinico e l'abbondanza e varietà delle forme intermedie finiscono per contraddire perfino un impianto classificatorio tanto lasso. Molti specialisti considerano ormai le classificazioni dei fenomeni depressivi non corrispondenti a reali entità distinte, ma a discontinuità aribtrarie operate dai classificatori su uno "spettro" di fenomeni dal quale emergono condensazioni statistiche attorno a configurazioni particolari e transitorie che si creano per ragioni in gran parte sconosciute o non esplorate. Alle estremità di questo spettro stanno due categorie del DSM-IV: la "normale tristezza quotidiana" e l'episodio depressivo maggiore, eventualmente con melanconia. Alla debolezza di un simile impianto classificatorio corrisponde una pratica clinica che spesso e volentieri ne fa addirittura a meno, in cui le "diagnosi" sono poste ex juvantibus, dato che "non sono stati ancora identificati validi indicatori clinici o biologici di risposta ai differenti trattamenti:la condotta terapeutica è per lo più basata su tentativi ed errori; il clinico tende sovente ad utilizzare in maniera sequenziale farmaci con meccanismi di azione differenti,ad esempio passando da un triciclico bloccante il re-uptake della serotonina ad uno ad azione selettiva su quello della noradrenalina,oppure dal litio agli anticonvulsionanti (Cassano,1993)" La scelta del farmaco antidepressivo dipende in pratica dall'effetto specifico che ciascuno di essi ha su alcuni sintomi,e per questo la distinzione che orienta nei fatti la scelta farmacologica del medico e dello psichiatra è tra forme depressive accompagnate da ansia importante, oppure da rallentamento,o da agitazione,o da disturbi dell'alimentazione,o da sintomi psicotici; e non certo quella proposta dalle nosografie ufficiali,utilizzate piuttosto per la sperimentazione farmacologica. Non solo: a sottolineare ancor più l'artificiosità della classificazione,le condensazioni statistiche e addirittura le diagnosi sono guidate in realtà dall'azione dei farmaci: "L'ampio spettro dei farmaci antidepressivi ha progressivamente dilatato la categoria diagnostica di depressione,includendo in essa espressioni meno tipiche e quadri derivanti da comorbidità tra patologia affettiva e altre condizioni..la tassonomia,e quindi la terminologia adottata per i disturbi dell'umore ai nostri giorni,in assenza di riferimenti etiopatogenetici,ha come principale validatore esterno la risposta al trattamento farmacologico (Cassano,1993)" In altri termini il fondamento teorico di questa nosografia è il seguente:sono depressi coloro che reagiscono agli antidepressivi;sono antidepressive quelle sostanze che curano i depressi. Ma se le cose stanno così, se non ci sono dietro queste categorie oggetti "naturali", cosa genera questa girandola di nomi,di distinzioni,di scoperte continue di "nuove malattie"? Come vedremo più avanti, è la dinamica di invenzione dei farmaci (questi sì, oggetti reali) a generare simili classificazioni, parte integrante della loro fabbricazione. Tutto ciò porta in primo piano l'importanza dell'azione dei farmaci e della dinamica che li inventa e produce;non solo per ciò che il loro effetto può dirci sulla natura di questi disturbi,ma anche per il loro potere di determinare,confermare,smentire o sembrare i gruppi diagnostici (e quindi le teorie e le categorie nosologiche) costruite dai classificatori" (Piero Coppo, le ragioni del dolore;estratti pagg.59-63)




mercoledì 21 agosto 2013

l'ultima ruota del carro?

Colazione posticipata, destinazione officina cambio gomme. Foratura anticipata. Mi fermo in un'ampia stazione di rifornimento. C'è anche un ponte, chiedo un minimo aiuto, per velocizzare il cambio pneumatico. Nessuna collaborazione. Procedo manualmente, nessun problema. Riesco ad ottenere l'indicazione per un gommista poco distante. Centotrenta euro, quattro gomme quasi nuove. Bene, ma pretendo di pagare con carta di credito. Affido la macchina e mi sposto in un bar pasticceria poco distante. Barista rigorosamente femmina, caffè decente (particolare interessante, vista la rarità del fenomeno). Scambio due chiacchere con un arzillo settantenne boscaiolo imprenditore nel settore. Dopo avergli fatto notare come la maggioranza degli italiani (cameriera di turno compresa, per sua ammissione, felice senza neppure aver conseguito la patente di guida) sia incapace di utilizzare e montare una ruota di scorta, puntualizzo con veemenza lo stato asfittico della scuola italiana. E lui promette di raccomandarmi per un lavoro decente in messico (diverse migliaia di euro al mese, per cominciare; possibilità di inquadramento dirigenziale). L'italia si conferma ultima ruota del carro.
Sotto, particolare sostituzione pneumatico danneggiato. Impostazione corretta del sollevatore manuale, a sinistra del mozzo. Alle scuole medie inferiori dovrebbe essere oggetto di sperimentazione.


domenica 18 agosto 2013

sogni tra i banchi

Nonostante sia un ricercatore esterno, i contratti universitari sono lenti e assai poco remunerati. Quindi lo stipendio lo estraggo lavorando a scuola oppure mediante lezioni private agli studenti universitari che non capiscono i loro ben poco accorti docenti (e sono tanti, soprattutto ad ingegneria, ma anche chimica,psicologia e ovviamente biologia ed economia; lautamente pagati a spese di noi contribuenti).  Essendo un ibrido di matematica pura e letteratura, difficilmente mi adatto ad una scuola in putrido sfacelo, senza distinzione di ordine o grado; potrei essere un miscuglio d'attimo fuggente,dottor house senza bastone,rimbaud e galois, passando per gadda e certi personaggi dell'orlando furioso. Soprattutto negli istituti professionali l'insegnamento disciplinare viene di fatto sostituito dal sottoscritto da un supporto psicopedagogico efficace; occorre navigare tra studentesse che si tagliano le vene in bagno per una crisi di cuore (il maschietto di turno prediletto essendo un perfetto indifferente sciupafemmine), coma etilico ed ampia casistica di piccoli infortuni da bullismo in erba (l'erba fumata è collaterale, ma io sono un antiproibizionista e non esercito il castigo degli dèi politici censori tradizionalisti). Cercando di formare un certo spirito critico, scopro con stupore cuoricini e bracciali, baci tra femmine e promesse di amore tra migliori amiche; promesse di amicizia imperitura tra i maschi,pure. Cose immediatamente grate al mio intelletto le cui forme e rappresentazioni sono simili a quelle di nicole, la mia amica di cui ho scritto nel post precedente ed in altri, come pure degli altri miei amici più piccoli (con qualche eccezione fra gli adulti, artisti, romantici,accesi d'una passione per la vita in via d'estinzione). Così mi parla una ragazzina la cui aspirazione s'identificherebbe in un ritorno dalla morte con cambio di sesso per poter meglio stare con la sua migliore amica, un gesto d'amore subito condiviso con un sorriso distante pochi centimetri, nell'altra metà del banco (non proprio funzionale visti gli infortuni delle dotazioni scolastiche e la critica mancanza di fondi statali). E io resto interdetto per alcuni secondi, interminabili alla coscienza, sottolineando in silenzio come l'idea avesse girottolato nei miei pensieri pure, con riferimento al mio migliore amico, soprannominato il mio morosino proprio da nicole (sarà perché gliene parlo sempre, nel bene e nel male); ma l'esito non è colorato, avendo ben presto trovato l'errore logico sotteso al sogno affettivo; sì, ad ogni investitura affettiva può seguire un'investitura tra le lamiere post moderne, un incidente del cuore. Se io tornassi come femmina - mi sovviene il punto austero - il mio migliore amico sarebbe felice soltanto di una cosa, assai poco saggia e non molto creativa. Deve farsi le ossa - ebbe a dichiarare una mia amica il cui carattere caliente è proporzionale al cospicuo armamentario di maschere civili radical chic. Tanto per cambiare, non ho perso tempo a ricordarle che proprio una delle mie migliori amiche più grandi mi regalò un testo il cui nome suona in questo contesto come la spada nella più coesa delle rocce: ho paura di dirti chi sono. E sia, ancora una volta uno pari e si riparte.

io e nicole

Oggi giornata particolarmente densa di accadimentaggini interessanti. Ho passato il pomeriggio insieme alla mia amica più piccola, nicole, otto anni, incontrata per caso in un parco poco lontano da casa.
Era un po' che non stavamo insieme; abbiamo parlato e giocato a spasso per il parco:altalena,scivolo,arrampicate qui e là. Le ho fatto vedere come mi arrampico sugli alberi e lei sorridendo ha commentato: sei bravo! Non così invece quando io ed un mio amico avevamo chiesto l'aiuto paziente di chi si definiva "esperto arrampicatore": insulti deprimenti, commenti tesi ad abbattere la già bassa autostima del mio amico durante la salita. Io però non ho taciuto. Perché persone esperte devono essere così malvagie,incapaci di ascoltare? Perché devono essere così piene di sé? Cosa vorrebbero dimostrare? Quando si cresce non si dovrebbe divenire più saggi? Nicole sa che io e lei vediamo il mondo allo stesso modo. Si potrà obbiettare che è solo una bambina ingenua. E' il classico attacco all'infanzia la cui onestà intellettuale è, ironia della sorte, ben riconosciuta in altri contesti (e ben sfruttata sul piano letterario,in chiave decisamente utilitaristica). Non ho veduto altri "adulti" giocare felici con i loro figli; erano sì presenti, ma con cuore e testa altrove. Bambini e bambine portati a spasso come cani, addomesticati e vincolati a guinzagli invisibili, tesi nel vuoto interiore dell'incomunicabilità.
Se si vuole cercare la soluzione al mistero del male nel mondo, si può tranquillamente iniziare cercando di capire perché la maggioranza delle persone mutano crescendo, distruggendo quel filo invisibile che rende possibili i sogni senza la guerra interiore ed esteriore.
Nicole mi ha parlato del suo cartone preferito: full metal alchemist; ci darò un'occhiata. Mi ha spiegato un po' la storia osservando come non sia possibile far tornare in vita una persona senza sacrificarne una seconda; ho osservato come potrei usare quella magia per riportare indietro tutti i miei amici e i miei genitori uccidendo una ben nutrita lista di persone malvagie note (tagliando loro la testa con la mia spada giapponese). C'è davvero bisogno di un po' di magia che riporti una certa voglia di vivere positiva tra i più grandi. Anche nicole non sa dire perché i grandi siano spesso così noiosi,imbecilli e poco saggi. Sono passati almeno vent'anni ma non sono riuscito ad elaborare una risposta soddisfacente. Sia che visiti il paradiso, sia che navighi sperimentando l'inferno dei più grandi, il risultato sembra il medesimo. Le mie sperimentazioni lo confermano. Vivere così non è possibile, se si vogliono rispettare certi atteggiamenti interiori. Si possono fare dei compromessi, ma alla fine la vita si spegne, si muore ancora vivi. Così da diversi anni a questa parte, ogni sei mesi decido se abbia un senso o no sbattersi per cercarsi una nuova ragazza,per sopportare nuovi narcisi,imbecilli e violenti.
E' interessante come ad ogni scadenza qualcosa di inaspettato giunga e mi convinca a concedere alla vita terrena una proroga civile. Per finire, una nota intorno alla serata. Esco con alcune personcine ritrovate dopo una lunga pausa. Ma ecco la novità: altri quattro incontri inaspettati. Due cattivelli su quattro, uno nuovo, l'altro ben navigato. Poteva andare peggio. Proprio tu che ti definisci cattolico cristiano, dimentichi l'unico comandamento del tuo credo: amare il tuo prossimo. E pensare che hai sofferto parecchio. Se mai scenderò all'inferno di cui al tuo credo religioso, lo farò per recuperare quello che nicole ha definito "il mio morosino": fai attenzione perché la corda tiene solo una persona. Avete inventato l'inferno, attenti a non finirvi dentro anche per sbaglio. E sia.

martedì 13 agosto 2013

curare i gay?

Ancora un adolescente si suicida perché osteggiato nella sua scelta di genere sessuale, ovvero omosessuale. Ogni volta che leggo questi assurdi accadimenti si consolida l'idea di una scelta politica di genere bisessuale. Non c'è scelta, pena la caduta in un baratro razzista ed omofobo, un odio di genere che consuma le persone incapaci di amare la diversità. Voglio sottolineare come la violenza di genere sia un fenomeno tipicamente religioso (ovvero legato a credenze sottese a ideologie di tipo religioso; non necessariamente cattoliche) se si escludono finalità politiche (ad esempio certi elementi leghisti in parlamento che offendono, apostrfoandoli come "sodomiti", i parlamentari di sinistra ecologia e libertà; ogni riferimento alla cronaca recente è puramente intenzionale..). In attesa del dibattito che ho pianificato con un amico integralista cattolico (dichiaratamente convinto che l'omosessualità sia una malattia) ed un amico vegano ateo (che suppongo moderi l'animata discussione), segnalo il testo che dà il titolo a questo post: curare i gay?  Oltre l'ideologia riparativa. Paolo Rigliano,Jimmy Ciliberto,Federico Ferrari. Raffaello cortina editore, 20 euro.


"Per capire l'attacco portato dai fondamentalisti all'esistenza omosessuale,bisogna tener presente alcune peculiarità che la connotano in modo radicale. Proprio grazie alla strategia di non considerare queste caratteristiche uniche, i terapeuti riparativi rafforzano un sistema di oppressione sociale già esistente, giustificandone i pregiudizi e le minacce di un destino di autodegradazione e di disperazione. Sembrano volere così,da un lato,aumentare in modo subdolo le difficoltà e la vergogna che portano alla dissimulazione e all'autodistruzione. Dall'altro,alimentare un meccanismo d'imputazione della colpa,sia all'interno del soggetto sia nel suo contesto familiare. Soprattutto si prefiggono di impedire ogni visione differente da quella negativa del senso comune e ostacolare, così,la possibilità di esistenze liberate da ogni stigma e impedimento." [Estratto pag 17]

E ancora: “I ragazzi e le ragazze che si scoprono omosessuali, così come le loro famiglie, sono spesso privi di conoscenze e spesso incontrano psicologi che sfruttano questa ignoranza per imporre la loro visione, limitata dalle credenze religiose. Il nostro libro nasce nell’intento di far aprire gli occhi su questo approccio sbagliato, dannoso per il benessere delle persone coinvolte”


mercoledì 4 luglio 2012

Perché?

Un detto tradizionale recita: tra due mali scegliere il minore. Niente di più falso.
Guardatevi al sito http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=246 il documento sui minatori italiani del secondo dopoguerra partiti per le miniere di carbone in belgio. Le condizioni di lavoro da schiavi deportati e la silicosi hanno falicidiato gli illusi ignoranti del detto che ho ricordato. Forse è un misto di psicologia,antropologia,sociologia. Ma se dovessi scegliere tra morire di fame e fare il minatore sceglierei il suicidio. Dei belgi naturalmente. Spediti loro sì, a calci nel sedere giù giù nelle viscere della terra. E sia. Pensate sia finita? Oggi la nuova miniera è senz'altro il sistema scolastico italiano. Di ogni ordine e grado.

martedì 26 giugno 2012

Cambiato idea?

25 agosto 2009. Questo per chi avesse dubbi sulla definizione di stato di diritto.

ROMA - E' finita la libertà per il quarantenne che nei giorni scorsi ha aggredito una coppia gay accoltellando uno dei due ragazzi all'uscita del Gay Village di Roma. Alessandro Sardelli, soprannominato "Svastichella", identificato subito dopo l'aggressione, era stato semplicemente denunciato a piede libero per tentato omicidio. Scelta che aveva suscitato aspre critiche. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva parlato di decisione "inopportuna" e le associazioni gay avevano gridato allo scandalo.

Le pressioni delle istituzioni sulla magistratura hanno fatto cambiare idea alla Procura che ieri ha chiesto il fermo dell'aggressore. Domanda oggi accolta dal giudice per le indagini preliminari: "Quell'uomo - ha scritto il gip - è socialmente pericoloso". "Svastichella" è stato arrestato nella sua abitazione nella zona del Laurentino, alla periferia di Roma, e portato in carcere.

"Non posso che esprimere soddisfazione - ha commentato il sindaco, che oggi incontrerà le associazioni gay - è un passo importante per restituire fiducia alla cittadinanza su una vicenda inaccettabile".

Quarant'anni, con precedenti per spaccio di droga, l'aggressore percepisce una pensione di invalidità per seminfermità mentale. Insieme a lui, quella notte al Gay Village, c'era un complice. "Sì, c'era un altro col giustiziere" ammettono in procura. Sembra che sappiano già chi è, o ci siano vicini. "Ci saranno novità, ma tra qualche giorno", dicono.

mercoledì 6 giugno 2012

Lei? Tu..

A proposito del Lei. Perché il conformismo dei grandi arriva a forgiare la lingua per separare le persone? Vi siete mai chiesti perché alcune persone non usano mai il Lei oppure lo trovano inutile,freddo e incosciente? Io non sapevo quale fosse la reale definizione del suo uso fra i grandi bene educati. Curiosa educazione. Poi un certo Augias - sì proprio lui - in un suo intervento se ne è uscito dicendo che il Lei servirebbe per separare le distanze aumentando la tensione emotiva tra i due dialoganti. Una stronzata universale. Invece di favorire il dialogo aprendosi si inventono porcherie lessicali per chiuderlo o peggio per chiudersi a riccio. Decisamente non approvo, sono troppo bambino matematico e davvero non riesco a calarmi in questi panni metodologici. Se proprio devo - e non posso fare altrimenti - utilizzo il voi in chiave romantica. Siete avvisati ^^

lunedì 14 maggio 2012

C'è una legge? Sì, ma chi la applica? Nota sulla 194


A proposito di omofobia

Per manifestare contro l'omofobia parteciperò per la prima volta alla manifestazione conclusiva del gay pride che si terrà il prossimo 9 giugno a bologna. Nel frattempo si rifletta sui contenuti di questo video. Dal mio punto di vista propriamente infantile non esistono differenze di genere ma scelte condivise e rispettose della dignità umana (concetto quest'ultimo non necessariamente di derivazione religiosa e in ogni caso particolarmente problematico).


giovedì 12 aprile 2012

ne ferisce più la penna..

Libreria feltrinelli, ravenna. Entro e acquisto tre penne stabilo exam grade al costo di un euro ciascuna. Mi correggo. La cassiera di turno sentenzia: questa di colore nero costa un euro e venti centesimi. Dico io: si tratta della stessa penna, solo il colore è diverso. E ancora la pulzella con tono sì colorato: guardi il codice è diverso. Per forza, suvvia. Volendo ordinare un certo colore i codici sono distinti ma il modello è il medesimo. Nulla da fare. La ragione non alberga in certi individui. Pazienza. Esco dalla libreria con due invece di tre stabilo exam grade.